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QUARTETT di H.Muller

Fecha :

18/06/2011


QUARTETT di H.Muller

Regia e spazio scenico: Sergio Sivori - Con: Cristina Giordana e Sergio Sivori

Teatro

“QUARTETT”, ispirato all’omonima opera di Heiner Muller, diventa, nell’adattamento teatrale offerto dal LABORATORIUMTEATRO, uno sconcertante e sadico gioco teatrale, capace di indagare fino in fondo, con crudo cinismo filosofico, l’anatomia delle passioni umane.

Il testo di Muller è ispirato a “Le relazioni pericolose” di Laclos, che a sua volta prende spunto da “Le passioni dell’anima” di Cartesio. La ricerca teatrale di Sergio Sivori e dei suoi attori, pur non perdendo di vista questi illustri antenati, è in grado di offrire nuovi spunti di riflessione, che prendono vita nella visione del singolo spettatore.

La drammaturgia mulleriana, pur conservando tutta la forza verbale di cui è carica, funziona da pretesto per un tipo di ricerca che, trascendendo il testo, si arricchisce di una rilevante componente fisica, che, passando attraverso i corpi degli attori, è in grado di risvegliare nuove associazioni e molteplici significati nello spettatore.

Il gioco teatrale si rende speculazione filosofica, ed indaga il mistero indecifrabile dell’animo umano e delle sue passioni viste attraverso la fitta ragnatela di relazioni che si instaura tra il visconte di Valmont, la marchesa Merteuil, sua nipote Volanges e madame de Tourvel, tutte pedine instabili nella partita a scacchi tra le pulsioni di vita e quelle di morte.

Il tempo acquista una dimensione di immobilità ristagnante, per conferire al patos una dilatazione spasmodica.

Il mosaico composto dalla logorroicità mulleriana e dalla fisicità degli attori del LABORATORIUMTEATRO giunge così a sottolineare la contraddittorietà dell’esistenza umana, escludendo ogni possibilità di lieto fine.

Lo spessore filosofico di Muller, la sua sottile indagine sul tempo e sulla morte, è magistralmente resa per mezzo del continuo e sapiente scambio di ruoli, in cui gli attori si trasformano nel degenerato QUARTETTO per mettere in scena una cinica e cruda filosofia dell’esistenza.

L’opera è composta da un atto unico, in cui si possono distinguere quattro quadri dettati dal sottile e continuo gioco di inversione di ruoli.

Nello scambio di ruoli il visconte e la marchesa diventano, di volta in volta, vittime e carnefici, predatori e prede di un’esistenza affetta da un mortale “cancro filosofico” che li trascina lentamente verso la degenerazione totale del corpo e dell’anima.

Il corpo e l’anima sembrano, infatti, avere in “QUARTETT” una medesima componente materica, esposta alla corruzione del tempo e del peccato. L’anima è qui destinata alla stessa putrefazione della carne, senza possibilità di redenzione.

Lo spettatore, davanti alla visione di quest’opera, è abbandonato a se stesso e deve potersi immergere nel vortice tormentato del ritmo e delle azioni fisiche, per individuare il proprio personale significato, che, trascendendo l’opera, ne arricchirà il senso.

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Fecha : Sáb 18 Jun 2011


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